Il “Carciofo Brindisino" a breve nella lista delle colture a Igp (Indicazione geografica protetta). La domanda di registrazione della denominazione "Carciofo Brindisino Igp" è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.
Da questo momento la procedura comunitaria prevede sei mesi di tempo per permettere agli altri Stati Membri di presentare eventuali domande di opposizione. Trascorso questo periodo il Carciofo Brindisino sarà iscritto nel registro ufficiale europeo delle Dop e Igp.
Con il marchio Igp si spera anche di porre un freno alle importazioni di carciofi, di dubbia qualità, provenienti da Egitto, Marocco e Tunisia nei porti di Brindisi, Genova, Gioia Tauro e Manfredonia che inquinano il mercato immettendo prodotto di scarsa qualità a prezzi stracciati.
Tra le caratteristiche peculiari del "Carciofo Brindisino" di particolare importanza è la precocità delle produzioni che consentono a questo prodotto di essere presente sui mercati a partire dal mese di ottobre.
Il "Carciofo Brindisino" si distingue, poi, per la particolare tenerezza e sapidità dei capolini e, in particolare, della parte basale delle brattee che si presentano compatte, carnose e tenere e del ricettacolo, carnoso e gustoso. Queste caratteristiche, determinate da uno scarso contenuto di fibra conferiscono un particolare pregio al "Carciofo Brindisino" per le varie destinazioni culinarie. Il sapore dolce, lo rende inoltre apprezzato anche per il consumo crudo.
La zona di produzione della IGP "Carciofo Brindisino" comprende l'intero territorio amministrativo dei seguenti comuni: Brindisi, Cellino San Marco, Mesagne, San Donaci, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, San Vito dei Normanni e Carovigno.
