È stata pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. C 184 la domanda di registrazione della Denominazione di Origine Protetta “Miele delle Dolomiti Bellunesi”.
Il “Miele delle Dolomiti Bellunesi” viene prodotto ed elaborato dall’”Apis mellifera” a partire dal nettare dei fiori del territorio montano bellunese e presenta caratteristiche qualitative peculiari. Le caratteristiche chimico-fisiche, organolettiche e melisso-palinologiche infatti, sono strettamente legate alla flora tipica degli ambienti montani anche di alta quota. In funzione delle differenti specie botaniche che fioriscono scalarmente durante il periodo di produzione e della conseguente origine floreale, si distinguono le seguenti tipologie di Miele delle Dolomiti Bellunesi: Millefiori, di Acacia, di Tiglio, di Castagno, di Rododendro e di Tarassaco.
La zona geografica di produzione del Miele delle Dolomiti Bellunesi interessa l’intero territorio della Provincia di Belluno, tutto situato in zona montana e delimitato, nei suoi confini, da catene montuose che separano naturalmente l’area geografica dalle province e regioni limitrofe e dall’Austria nel confine settentrionale.
Lo sviluppo di una flora alpina tipica del territorio bellunese e la larga diffusione di piante arboree ed erbacee di interesse apistico, rendono il bellunese una zona adatta alla produzione di un miele particolarmente pregiato. L’ecotipo locale di Apis mellifera, particolarmente adattata nel corso del tempo alle caratteristiche dell’ambiente montano bellunese, permette di ottenere buone rese di miele. La bassa pressione antropica (abitanti, industre, vie di comunicazione), lo stato di isolamento tipico delle zone di montagna permette di avere un prodotto di qualità superiore rispetto a quello ottenuto nelle zone di pianura.
Da questo momento in poi bisognerà attendere sei mesi, come da procedura comunitaria, prima dell’iscrizione della denominazione nel registro ufficiale europeo delle DOP e IGP.
