La Porchetta è Igp, infatti a seguito della pubblicazione del Regolamento sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, la “porchetta di Ariccia” ha ottenuto ufficialmente il riconoscimento come prodotto Igp, cioè a “Indicazione geografica protetta”. Il documento della Unione europea fa parte della Serie L 158 del 16 giugno 2011, dove è riportato il Regolamento n. 567 della Commissione del 14 giugno 2011 che prevede il riconoscimento come Igp della “Porchetta di Ariccia”.
La Porchetta è un prodotto di carne suina con un peso tra i 27 chili e i 45 chili. Può essere, inoltre, ottenuta anche come tronchetto con un peso fra i 7 chili e i 13 chili. Il tronchetto è la porzione della mezzena di suino, compreso fra la terza vertebra dorsale e l'ultima vertebra lombare. Le caratteristiche peculiari del prodotto sono: la crosta, che ha nella parte superiore una consistenza croccante, colore marrone e gusto sapido; nella zona sottopancia, la crosta può presentare consistenza morbida. La carne saporita e di colore fra il bianco e il rosa è arricchita dall'uso sapiente del rosmarino, del pepe e dell'aglio. La croccantezza della crosta, che rappresenta una delle principali caratteristiche distintive del prodotto, è ottenuta attraverso un'adeguata cottura, rimanendo inalterata anche dopo svariati giorni dalla cottura. La "Porchetta di Ariccia" Igp si commercializza nella tipologia intera o in tronchetto, ovvero confezionata intera, in tranci o affettata.
La preparazione della porchetta costituisce l’eredità di una cultura millenaria, di cui rimane depositaria l’area di Ariccia, (un tempo La Riccia), nei Castelli Romani. La tradizione risale agli etruschi, all’antica Roma, e riprende, facendo riferimento a dati certi, nella grande trattatistica in campo gastronomico del `400 e `500 nel De Arte Coquinaria di Maestro Martino da Como (metà del secolo XV). Nel 1802 il tedesco Johann Gottfried Seume, autore del libro “L’Italia a piedi”, passando per Ariccia, manifestò il proprio disappunto per il principe Chigi, reo di aver fatto abbattere le querce secolari del suo parco per meglio far pascolare i porci bradi, progenitori delle famose “porchette”. Molte sono le “famiglie storiche” di origini romane e dei comuni limitrofi, che da secoli lavorano con sistemi tradizionali la porchetta di Ariccia, tramandandosi da padre in figlio questa pregiatissima arte.
Con la registrazione del “Porchetta di Ariccia” l’Italia raggiunge quota 227 prodotti a marchio DOP e IGP.

