Si è tenuto al centro congressi Mantova Multicentre il convegno “Etichettatura e tracciabilità delle carni suine” organizzato dalla Camera di Commercio di Mantova e dalla Camera dei Deputati.
Il presidente Camera di Commercio di Mantova, Carlo Zanetti, è intervenuto in apertura. “Parlare di etichettatura e tracciabilità delle carni suine significa considerare aspetti che coinvolgono più soggetti e più categorie economiche, i cui interessi a volte non sono coincidenti o, addirittura, possono essere contrastanti. Nel febbraio di quest’anno è stata emanata la legge 3 febbraio 2011 n. 4 sull’etichettatura e la qualità dei prodotti alimentari; si tratta di una legge controversa, fortemente voluta dal mondo agricolo che vede nell’informazione al consumatore e nella tracciabilità un punto di forza a favore dei prodotti agricoli italiani e locali – ha detto -. Si tratta però di un provvedimento che non è piaciuto molto all’industria, la quale in virtù di esso intravede ulteriori vincoli all’attività d’impresa in uno Stato che già eccelle quanto a carico fiscale e complessità degli adempimenti burocratici, veri e propri punti di debolezza del sistema Italia che penalizzano da tempo le nostre industrie sotto il profilo competitivo”.
Lo scorso 18 gennaio la commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge sull’etichettatura. Si è trattato di un provvedimento condiviso da tutte le parti politiche e dall’intero mondo agricolo. Di fatto, in questa Legislatura, si è trattato di un momento di accordo senza precedenti. Che cosa prevede la norma sull’etichettatura? Il cuore del provvedimento è l’articolo 4, che finalmente rende obbligatorio riportare nell’etichetta anche l’indicazione del luogo di origine o di provenienza dei prodotti agroalimentari. Grazie alla nuova disciplina introdotta, infatti, sarà possibile fornire informazioni chiare e precise ai consumatori sulla provenienza degli alimenti che si comprano e mangiano quotidianamente. I consumatori italiani potranno così essere sicuri di acquistare prodotti Made in Italy, senza possibilità di confusione dovuta ad etichette ingannevoli, contribuendo così anche a valorizzare le produzioni tradizionali di cui è ricco il nostro Paese. Ad integrazione dell’obbligo di etichettatura, inoltre, l’articolo 5 prevede che l’omissione delle informazioni relative al luogo di origine o di provenienza dei prodotti alimentari costituisca pratica commerciale ingannevole ai sensi del codice del consumo. Altro punto cardine del provvedimento è la tracciabilità dei prodotti agroalimentari e la definizione di nuove sanzioni per garantire il loro rispetto. Oltre alle disposizioni sull’etichettatura sopra ricordate, infatti, all’articolo 2 il ddl contiene sanzioni relative alla violazione delle norme che limitano l’utilizzo di latte in polvere, raddoppiando tali sanzioni qualora la violazione riguardi prodotti DOP, IGP o riconosciuti come specialità tradizionali garantite (STG).
Al momento sono iniziate le consultazioni al Mipaaf dei soggetti interessati (organizzazioni sindacali, industria di macellazione, trasformatori) per stilare i decreti attuativi. L’etichettatura potrebbe coinvolgere solamente il comparto della carne fresca, come sembra essere la posizione degli industriali delle carni suine, oppure comprendere anche i prodotti trasformati, quindi la salumeria.Un’altra incognita riguarda il criterio della prevalenza della materia prima utilizzata. La posizione degli allevatori è per indicare nei trasformati la provenienza delle carni, in ordine decrescente.
Si sono susseguiti i contributi del colonnello Guarino Dario, Comandante Provinciale Guardia di Finanza, di Fabrizio Martinelli, capo ufficio Tutela Uscite e Mercati Guardia di Finanza, Lorenzo Fontanesi, presidente suinicoltori Iombardi Confagricoltura, Davide Calderoni, vice direttore di Assica, dell’On. Giovanni Fava, Presidente Commissione Parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione UniVerde, Enrico Cervi, presidente PROSUS S.c.r.l., Cooperativa Produttori Suini di Vescovato (CR), Stefano Masini della CoIdiretti e Giulio De Capitani, Assessore Regionale all' Agricoltura. Ha moderato il giornalista Matteo Bernardelli.






