L’export lombardo mostra un rallentamento congiunturale nel terzo trimestre del 2010, registrando una variazione rispetto al trimestre precedente del -2,5%. Il valore di beni e servizi esportati nel terzo trimestre è pari a poco meno di 23,2 miliardi di Euro, con un incremento su base annua del 16,8%, risultante dal confronto con il punto di minimo registrato nel terzo trimestre 2009 (19,8 miliardi di Euro).
Rimane ancora lontano il punto di massimo raggiunto nel secondo trimestre 2008, pari a oltre 27 miliardi di Euro.
Considerando le quantità esportate la contrazione rispetto al trimestre precedente è più intensa ( 6,5%) e l’incremento su base annua è pari al 7,9%.
Analisi per classificazione merceologica
La struttura dell’export lombardo secondo la classificazione merceologica derivante dall’ATECO 2007 non ha subito particolari variazioni negli ultimi anni. Quasi il 98% del valore dell’export lombardo deriva dall’esportazione di prodotti delle attività manifatturiere (sezione C - ATECO 2007), per un valore pari a 22,6 miliardi di euro. La quota restante riguarda principalmente i prodotti della attività dei servizi di informazione e comunicazione (sezione J – ATECO 2007) con una quota dello 0,7%, i prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (sezione E – ATECO 2007) con una quota dello 0,6%, i prodotti dell'estrazione di minerali da cave e miniere (sezione B – ATECO 2007) con una quota dello 0,5% e i prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (sezione A – ATECO 2007) con una quota dello 0,3%.
Nel dettaglio, tra le tipologie di prodotti delle attività manifatturiere esportate, prevalgono nettamente quelle dell’industria meccanica in genere che, aggregate, costituiscono il 57,4% del valore dell’export complessivo.
Questo aggregato è scomponibile in quattro principali tipologie di prodotto: macchine e apparecchi non classificabili altrove (20,5% dell’export totale – sottosezione CK); metalli di base e prodotti in metallo (17,2% - sottosezione CH); computer, apparecchi elettrici, elettronici e ottici (13,1% - sottosezioni CI e CJ) e mezzi di trasporto (6,6% - sottosezione CL). La quota restante è suddivisa tra: prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (10,9% - sottosezione CB), sostanze e prodotti chimici (10,1% - sottosezioni CE), articoli in gomma e materie plastiche (6,0% - sottosezione CG) e articoli farmaceutici (4,1% - sottosezione CF). Il residuo 11,5% risulta frammentato tra altri prodotti quali: prodotti alimentari (sottosezione CA), prodotti in legno, prodotti in carta e stampa (sottosezione CC), coke e prodotti petroliferi non raffinati (sottosezione CD) e prodotti delle altre attività manifatturiere (sottosezione CM).
Il valore dell’export presenta incrementi tendenziali per tutte le tipologie di prodotto delle attività manifatturiere.
In particolare si registrano incrementi superiori al 20% per metalli di base e prodotti in metallo (+28,6%) e sostanze e prodotti chimici (+23,1%). Incrementi a due cifre si osservano anche per le restanti tipologie di prodotto, ad esclusione degli articoli farmaceutici che incrementano il valore dell’export di solo dello 0,9%.
Rispetto al trimestre precedente si registra un incremento solo per prodotti tessili, pelli e accessori (+18%), mentre le restanti presentano contrazioni congiunturali comprese tra il -12,3% dei mezzi di trasporto e il -1,5% di computer – apparecchi elettronici e macchinari e apparecchi n.c.a.
Analisi per paese di destinazione
Nel terzo trimestre il valore delle esportazioni verso tutti i territori considerati è in crescita su base annua. L’export verso i paesi europei mantiene un ritmo di crescita consistente, in linea con il trimestre precedente (+17,4%) e spiega circa il 70% dell’incremento complessivo. Il continente asiatico, seconda destinazione delle merci lombarde, registra un incremento delle esportazioni a lui destinate del 13,9% contro il +5,3% dello scorso trimestre.
Rilevante anche il risultato verso l’America, con un accelerazione del tasso di crescita delle esportazioni che sale al +20,4%. Le esportazioni verso il continente africano virano in positivo in quest’ultimo trimestre (+6,1%).
Le destinazioni restanti (Oceania e altri territori) registrano una forte accelerazione passando dal +36% al +49%, ma mantengono una quota residuale.
L’Europa rimane la destinazione prevalente delle esportazioni lombarde, con una quota in valore pari al 67,6%. Al secondo posto si trova l’Asia con il 16,6%, seguita dal continente americano con il 9,8% e dall’Africa con il 4,7%. All’insieme costituito dall’Oceania e altri territori è destinato l’1,2% dell’export lombardo.
Analisi per provincia
La distribuzione del valore dell’export per provincia evidenzia il primato di Milano (44,5%), seguita da Brescia (12,6%), Bergamo (11,8%) e Varese (9,1%). Mantova e Como si posizionano intorno al 5%, seguite da Pavia, Lecco e Cremona (circa il 3%). Lodi (1,5%) e Sondrio (0,5%) chiudono la classifica.
Nel terzo trimestre tutte le province lombarde registrano incrementi delle esportazioni su base annua. Oltre il +20% si trovano Cremona (+24,7%), Brescia (+23,7%) e Mantova (+22,8%).
Seguono, sempre con incrementi a due cifre, le provincie di Bergamo (+19,1%), Como (+18,9%) e Lodi (+18,2%). Sondrio registra l’incremento meno intenso fermandosi a un +5,7%.
Analizzando a livello provinciale (vedi grafici delle pagine seguenti) il dettaglio dell’export dei prodotti delle attività manifatturiere (più del 97% del valore dell’export totale in Lombardia), le province di Brescia, Bergamo e Varese si distinguono per l’assenza di tipologie di prodotto con valore dell’export in contrazione.
L’ottimo risultato di Cremona dipende principalmente dal forte incremento dell’export di metalli di base e prodotti in metallo (CH), che registra una variazione tendenziale del +59%, e di prodotti alimentari (CA, +19,7%) e sostanze e prodotti chimici (CE, +30%). In contrazione le esportazioni di macchine e apparecchi n.c.a. (CK, -14,1%).
La provincia di Brescia, oltre a presentare omogeneità nel segno, registra tassi di crescita consistente per le principali tipologie di prodotto esportate: metalli di base e prodotti in metallo (CH; +27,2%), macchine e apparecchi n.c.a. (CK; +37,7%) e mezzi di trasporto (CL; +10,1%).
Mantova registra un forte incremento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo (CH; +80,0%) grazie alla crescente richiesta proveniente dal mercato asiatico (+979% su base annua). La quota del mercato asiatico per questa tipologia di prodotto passa così da circa il 5% dello scorso anno (7milioni di Euro) al 28% (più di 73milioni di Euro). In forte crescita anche le esportazioni di metalli destinati al mercato europeo (destinazione principale che assorbe il 68% del totale), che registra un incremento del 36%. Positivo anche l’andamento delle altre tre principali tipologie di prodotto: tessili-abbigliamento-pelli (CB, +6,5%), macchinari e apparecchi n.c.a. (CK, +20,3%) e sostanze e prodotti chimici (CE; +16,8%).
Bergamo presenta tassi di crescita piuttosto omogenei tra le varie tipologie di prodotto. Tra i principali l’incremento maggiore si registra per i mezzi di trasporto (CL, +36,5%), seguiti da sostanze e prodotti chimici (CE; +26,3%), metalli di base e prodotti in metallo (CH, +22,2%) e macchinari e apparecchi n.c.a. (CK, +11,5%).
La provincia di Como presenta incrementi significativi per tessili-abbigliamento-pelli (CB; +20,5%), prodotti delle altre attività manifatturiere (CM, +22,6%) e metalli di base e prodotti in metallo (CH, +24,9%). In leggera contrazione i macchinari n.c.a. (CK, -2,1%) e, all’opposto, in forte incremento prorotti con quote minori quali i mezzi di trasporto (CL, +143%) e computer e apparecchi elettronici (CI, +68,9%).
La provincia di Lodi mostra il quadro più variegato. Computer e apparecchi elettronici registrano un forte incremento su base annua (CI, +1.625%), passando da un valore dell’export di 4milioni di Euro a oltre 70milioni di Euro, che porta questa tipologia di prodotto dalla quota marginale sull’export provinciale dei trimestri precedenti (circa l’1%), al 20,3% di quest’ultimo trimestre. Consistente anche l’incremento dei prodotti delle altre attività manifatturiere (CM, +132%), ma la quota sull’export provinciale rimane bassa (1,6%).
In contrazione prodotti di primaria importanza come sostanze e prodotti chimici (CE, -0,4%) e macchinari e apparecchi n.c.a. (CK, -9,2%). Un contributo significativo al risultato positivo complessivo della provincia, viene dall’andamento dell’export di prodotti alimentari (CA, +70,5%), articoli in gomma e materie plastiche (CG, +30,5%) e mezzi di trasporto (CL, +30,5%). Infine si segnala la forte contrazione dell’export di articoli farmaceutici (CF, -70,3%) che passa da un valore di oltre 53milioni di Euro del 2009 a poco più di 15milioni di Euro nell’ultimo trimestre.
Per il risultato della provincia di Lecco è determinate l’incremento del valore dell’export di metalli di base e prodotti in metallo (CH, +27,8%), apparecchi elettrici (CJ, +25,4%) e prodotti tessili, abbigliamento e pelli (CB, +24,6%). Negativo l’andamento di macchinari e apparecchi n.c.a., seconda tipologia di prodotto per valore dell’export della provincia (CK, -1,7%), e computer e apparecchi elettronici (CI, -16%) e articoli farmaceutici (CF, -53%).
Varese registra incrementi per tutte le tipologie di prodotto comprese, per le cinque più importanti tipologie della provincia, tra il +6,7% dei mezzi di trasporto (CL) e il +22,5% dei prodotti tessili e abbigliamento (CB).
Il risultato di Milano (+13,9%) non nasconde andamenti particolarmente differenziati. Le singole tipologie di prodotto considerate registrano prevalentemente incrementi su base annua, compresi tra il +28,1% di coke e prodotti petroliferi raffinati (CD) e il +5,8% degli articoli farmaceutici (CF). I prodotti principali, con una quota sul valore dell’export provinciale superiore al 10%, sono in crescita rispettivamente del +6,5% macchinari ed apparecchi (CK), del +23,5% metalli di base e prodotti in metallo (CH) e sostanze e prodotti chimici (CE), e del +19,3% prodotti tessili, abbigliamento e pelli (CB). In contrazione i mezzi di trasporto (CL, -1,3%), che hanno una quota del 2,6%, e legno e prodotti in legno (CC; -24%), che hanno una quota dello 0,4%.
Nella provincia di Pavia conseguono un ottimo risultato le sostanze e i prodotti chimici (CE, +64,6%), quarta tipologia di prodotto esportata dalla provincia per quota in valore (11,2%). Incrementi significativi si registrano anche per i primi tre prodotti: articoli farmaceutici (CF, +5,6%), macchine e apparecchi (CK, +10,6%) e prodotti alimentari (CA, +7,4%). Negative due tipologie di prodotto: computer e apparecchi elettronici (CJ, -5,5%) e coke e prodotti petroliferi (CD, -61,2%).
Sondrio è la provincia che presenta l’incremento minore dell’export (+5,7%). Risultato comunque positivo, ma che nasconde ben cinque prodotti in contrazione su base annua: metalli di base e prodotti in metallo (CH, -7,4%), prodotti alimentari (CA, -0,4%), articoli farmaceutici (CF, -15,6%), computer e apparecchi elettronici (CI, -6,5%) e mezzi di trasporto (CL, -26,1%).






